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E' ora di sfarfalleggiare altrove

Dopo la farfalla di Belen in mondovisione Marina Terragni ha denunciato ancora "una rappresentazione indegna delle donne e del loro corpo e il ricorso a stereotipi umilianti non è sono solo terreno di coltura di misoginia e violenza, ma svolgono anche la preziosa funzione di tenere le donne al loro posto, negando la loro forza e la loro competenza, indebolendole e infiacchendole".
E ha lanciato un appello: "Tutte noi blogger, insieme pur nelle differenze che resterebbero intatte, possiamo costituire la punta di diamante della resilienza a questo meccanismo misogino, vigilando, analizzando, attivandoci insieme per denunciare, stigmatizzare e anche punire, sottraendo consenso".

Loredana Lipperini ha raccolto l'appello e rilanciato: "Ci sono punti che stanno a cuore a tutte e tutti, a Lorella Zanardo come a Femminismo a Sud: identifichiamoli, evidenziamoli, battiamo su questi".

La redazione de "La 27esima ora" ha giustamente chiesto a Gianni Morandi di "cambiare copione", ché il Festival è andato indietro rispetto al Paese. "Sceneggiatura vecchia, troppi sottintesi, troppe battute da caserma".

Il fatto è che non è soltanto il Festival: è la televisione, è la politica. Lo aveva scritto Ida Dominijanni sul "il manifesto": "C'è un brutto nodo che stringe questione maschile, questione sessuale e crisi della politica". Forse è ora di mettere sul tavolo non o non solo la questione femminile ma anche la questione maschile, come auspica Iaia Caputo nel suo "Il silenzio degli uomini" (bellissimo libro di cui riparlerò a breve su questo blog).
Forse è ora di sfarfalleggiare altrove.

Pubblicato il 20/2/2012 alle 11.51 nella rubrica Duri a morire.

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